Perché non si fanno più viaggi sulla Luna?

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Perché non si fanno più viaggi sulla Luna?

9 Maggio 2015 Blog 0

Sono passati molti decenni dal 1969, da quando l’uomo ha messo per la prima volta il suo piede sulla luna, eppure a oggi anche se sono passati decine e decine di anni non hanno ancora aperto un albergo sulla Luna.

Non che io andrei li, ma una domanda bisogna farcela, se non altro per ammazzare il tempo: perché non si fanno più viaggi sulla Luna?

E soprattutto cosa c’entra questo con il marketing sul web?

Un attimo di pazienza e vediamo come incastrare queste due cose che apparentemente non hanno nulla in comune. Apparentemente.

Un certo Alan Stern, ex direttore delle missioni alla NASA dice che con solo 600 milioni di euro si può andare e tornare dalla Luna.

E’ vero che c’è crisi ma gente che ha soldi c’è, e qualcuno quei quattro soldi li potrebbero spendere eppure al momento non ci va nessuno.

Nel lontano 1969 quei pazzi che ci hanno provato, usavano navette spaziali guidate da computer non più potenti della tua calcolatrice. Oggi abbiamo computer talmente super veloci che a paragone quei pazzi sono andati sulla luna guidando una carrozza della Barbie.

Eppure nisba, di andare sulla Luna non se ne parla.

O meglio non farebbe più così notizia, come i voli dello Space Shuttle che ne fanno quasi uno al giorno, per dire ovviamente.

Ma nel 1969 c’era la guerra fredda, la guerra “silenziosa” fra USA e Russia.

C’erano quindi motivi di propaganda. Ed è la “propaganda” che muove le masse.

Ma se sai quali regole seguono le masse…. e già in quel periodo sapevano esattamente come si faceva…cosa puoi fare?

Sapevano esattamente come convincere milioni di persone che era più importante spendere trilioni di dollari per mandare un proiettile grande quanto un camion sulla Luna, piuttosto che spenderli per debellare la fame del mondo.

Come lo sapevano allora, lo sanno oggi.

Questa conoscenza non è un mistero. Esiste, e viene insegnata. Ma è lasciata al singolo trovarne la corretta applicazione, il che significa relegarla a pochi che se la tramandano oralmente negli usi.

Queste conoscenze anche se usate a briciole sono potenti, talmente potenti che interi colossi si poggiano su di esse e quando questi colossi le abbandonano tutto il castello, diventa macerie.

Una parte, piccola, di questa conoscenza la trovi anche spiegata sui corsi di quelli che ti vendono le dispense o libri o ebook o quello che vuoi, del tipo “I Segreti del Marketing Persuasivo”, oppure “Le 5 tecniche delle vendite automatiche”.

Ma tra il “dire” di quello che ti dicono e renderlo operativo ci sta dimezzo il mare fatto di mal di testa, di non ci capisco nulla o del più orrendo “non fa per me!”.

Però ti vorrei accennare a dei punti stabili, con un minimo di applicabilità, che puoi usare per prendere possesso di un pezzo di questa conoscenza.

Io ci ho messo del tempo a impararla, e dopo averlo fatto, l’ho inserita in un mio sistema, così che la posso replicare quando serve sui miei clienti, che così si ritrovano a usarla senza conoscerla.

E’ uno dei punti che secondo me fa parte di quella manciata, scarsa, di cose veramente di valore e d’importanza tale che fa sempre la differenza.

Questa conoscenza ha radici vecchie, ma ha un’applicazione talmente attuale che rimarrà tale per decenni.

Ti è mai capitato di dover prendere una decisione, ad esempio per comprarti un nuovo paio di scarpe, e ti sei chiesto esattamente cosa dovevi prendere?

Scarpe eleganti o sportive? Griffate o da bancarella?

Poi hai chiesto a qualcuno, magari alla tua compagna o compagno, oppure un amico/a, un parere. Da quel parere ti sei fatto una tua idea e da quello hai deciso cosa comprare ma anche cosa non compare.

Per assurdo potresti aver deciso di non comprare ciò che ti hanno consigliato!

Sta di fatto che però ti sei affidato a qualcuno, fossero solo i consigli che la tua mamma ti dava quando eri piccolo “le scarpe devono essere prima di tutto comode” ti diceva.

Questo fa parte del nostro modo di prendere le decisioni. Ci sono scappatoie che usiamo per semplificarci la vita, fossimo tutti alla ricerca di poche rotture, pochi pensieri, perché non ho il tempo, la conoscenza,etc……

Una di queste, forse la più importante, è che ci affidiamo a chi consideriamo in qualche misura competente o qualificata per darci un consiglio o un’opinione.

Nota: ci affidiamo, ma non potremmo mai ammettere a noi stessi che la nostra decisione l’ha presa un altro, per cui non affannarti a trovare le volte in cui la decisione l’hai presa solo tu e soltanto, perché non c’è!

Un altro esempio?

Se ti capita di essere uno a cui piace la pesca sportiva e ti leggi le riviste del settore del tipo “Il Pescatore Provetto” (nota che non ho assolutamente nulla contro i pescatori), e arriva un tuo amico che fa anche lui pesca sportiva e ti dice che per pescare nel fiume ci vuole l’amo della ditta PescaSport…

… e tu hai appena letto una serie di articoli negli ultimi mesi che decantano quanto siano meravigliosi gli ami della ditta SuperPesca.

Beh, nel migliore dei casi guarderesti il tuo amico con compassione “poverino non sa cosa dice!”. Invece tu mi vuoi dire che stai ragionando con la tua testa? O con quella di chi ha scritto gli articoli sulla ditta SuperPesca.

Qui vorrei far mettere l’attenzione sul fatto che fosse anche che i prodotti della ditta SuperPesca siano i migliori del mondo, il tuo pensiero , le tue valutazioni sono però state per così dire “imboccate” da qualcuno (in questo caso la rivista o giornale) che tu ritieni meritevole di fiducia e i cui consigli o conoscenze le reputi di valore.

In altre parole è per te un Opinion Leader (che tradotto significa uno la cui opinione è importante per gli altri).

“Si, ci sono casi in cui l’idea è proprio solo tua, nessuna idea precedente da cui hai preso spunto”. Ma si tratta di mosche bianche.

Le intere masse della terra sono controllate, o meglio pilotate, usando la strategia dell’Opinion Leader, oggi anche conosciuto con il termine di Influencer, che per un Italiano suona più o meno come una malattia.

Nota: Opinion Leader e Influencer non sono esattamente la stessa cosa, ma per l’uso pratico si.

Come addetto al settore ho ormai sviluppato una certa deformazione professionale, ed ogni volta che ascolto o vedo una comunicazione in giro, che nel 80-90% dei casi è pilotata, tento di capire cosa voglia ottenere, quale risultato si prefigge.

Nel caso del Marketing sul Web, la comunicazione vorrebbe ottenere vendite.

Quando non le ottiene i motivi sono solo due, o è assente la comunicazione oppure non è fatta per vendere ma per “andare tutti insieme a caccia di farfalle”.

Certe volte mi ritrovo a fare delle lezioni su queste tecniche, e il consiglio che di solito do ai miei clienti per come mettere in pratica questa cosa dell’Opinion Leader (o preferisci Influencer?) è quella di individuare, per il tipo di cliente che ti interessa, quali sono le persone che vengono più seguite sull’argomento.

Per argomento intendo cosa il tuo prodotto o servizio va a fare o risolvere.

Una volta che li hai trovati questi Influencer hai due modi per poter sfruttare la cosa.

La prima, che è la più semplice ma anche la più delicata, è quella di metterti in contatto con loro per trovare un modo di instaurare una collaborazione, così che loro possano trasmettere la tua comunicazione.

OCCHIO PERO’!

Più l’Influencer è noto, più deve essere delicata e fatta con tatto la fase di instaurazione della comunicazione, pena il rischio che ti bannano e buttino ogni tua comunicazione nel cestino.

La seconda, un po’ più complicata ma molto meno delicata, sfrutta un sistema che avevo cominciato a sviluppare qualche anno fa e che solo di recente sono riuscito a rendere operativo come volevo io.

Si tratta di un processo automatico, integrato con il nostro SISTEMA DFORCE che permette di individuare uno o più Influencer per ogni singola persona potenzialmente interessata agli argomenti che tratti (ricordo che per argomenti intendo i tuoi prodotti o servizi).

Usando poi una particolarità della tecnica dell’Opinion Leader, che qui non posso descrivere per brevità, confeziona una comunicazione tale che fa si che chi la riceva abbia l’idea che sia il suo Influencer a dirglielo (o Opinion Leader, la stessa cosa).

Non male, vero?

Detto questo, un saluto e alla prossima.

 

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