10 lezioni controintuitive che abbiamo imparato dell’Email Marketing

Specialisti nel supporto e formazione alle Imprese che vogliono entrare nel mondo digitale

10 lezioni controintuitive che abbiamo imparato dell’Email Marketing

17 Giugno 2015 Blog 0

 

 L’email è questione di fiducia e comunicazione da entrambi le parti.

 

Queste 10 lezioni riassumono tutto ciò che è importante nell’email marketing:

 

1) Pensate all’email come un pezzo di strategia multi-canale in cui la fiducia cresce nel tempo.
La ragione principale per le persone che utilizzano l’email è di comunicare con amici e colleghi.
In secondo luogo, lo usano per firmare applicazioni e servizi.

E’ un ottimo modo per sapere che cosa vogliono o hanno bisogno i vostri contatti e clienti, ma non necessariamente il posto giusto per chiudere le offerte.

2) L’email non è un grande generatore di traffico
Dall’inizio dell’anno, su di un vero blog, le email mandate agli iscritti hanno generato  il 12% del traffico totale.

Se il traffico è il tuo obiettivo primario, le ricerche fatte dagli utenti su Google e simili hanno più potenziale dell’email, è più veloce e funziona 24 ore su 7 giorni.

I visitatori che arrivano dalle email però rimangono di media sul blog per 3 minuti e 1 secondo, il 67% in più rispetto a quelli che arrivano dai motori di ricerca.

Quindi si, l’email genera meno traffico ma potenzialmente di migliore qualità.

3) L’email promozionale
E’ solo un modo in cui può essere utilizzata per comunicare con clienti o utenti, e tra l’altro è la meno efficace tra i sistemi di Email Marketing.

Analizzando 100 milioni di messaggi di posta elettronica abbiamo scoperto che le email transazionali, un tipo particolare di email che “seguono” il cliente, hanno un tasso di click che è del 42% superiore alle normali newsletter.

Per ogni 100 click che si ottengono in una newsletter, si ottengono 142 su un email transazionale.

Quando si crea un ciclo di email che funziona, e parliamo delle email transazionali, significa che arrivano al cliente nel momento giusto.

Questo cliente produrrà ricchezza per l’azienda più e più volte.

4) Le risposte sono una grande vittoria
In primo luogo, le persone tendono già a rispondere alle vostre email.

Se si invia una newsletter settimanale a migliaia di persone, alcuni di loro risponderanno e in quelle risposte troverai delle cose che possono aiutarti a migliorare i contenuti.

In secondo luogo, si può chiedere direttamente alle persone di rispondere alla vostra email, quindi non inviare mai email che hanno un indirizzo noreply@tuaazienda.com.

5) Non è necessario spendere una fortuna
E’ stato recentemente pubblicato uno studio sul caso delle strategie email di marketing di TripAdvisor e Amazon, queste aziende sono altamente sofisticate e completamente automatizzate.

Due commenti su questo punto:

– Chiunque può inviare email personalizzate. Software come GetResponse partono da 10€/mese e ha tutta la potenza che serve per inviare email (come TripAdvisor e Amazon). Almeno all’apparenza.

– Cosa più importante: non si crea un programma di posta elettronica come quello di Amazon in una sola notte, neppure in un mese.
Ci vuole tempo. Quando la gente ci chiede da dove incominciare, la nostra risposta è sempre la stessa, dall’inizio.

Ci vuole esperienza, come quando entri in una nuova azienda, occorre tempo prima che un dipendente diventi produttivo e generi fatturato.

Alla fine, le prime tre email generate dovrebbero essere:

1. Un ottimo messaggio di benvenuto per impostare il tono.

2. Un’email che abbia l’obiettivo di premiare il buon comportamento.

3. Una email che faccia in modo di far tornare l’utente a noi.

6) L’oggetto delle email non spinge all’apertura della stessa
Si tiene certamente conto dell’oggetto ma le email vengono aperte grazie al rapporto stabilito tra il mittente e il destinatario.

La gente sottoscrive e apre la newsletter perché si fida di chi l’ha mandata.

Invece di chiedere “come posso ottenere che più persone aprano le mie email?” ci si dovrebbe chiedere “come posso guadagnare più fiducia?”.

7) Il design è meno importante di quanto si pensi
Le email ricche di testo possono sfruttare qualche design particolare, come i tasti, o design che aiutano di più la concentrazione alla lettura. Queste email devono essere pensate per gli smartphone.

8) Non inviare email durante le vacanze o nei weekend, possono essere fastidiose.

Eccetto rari casi, o tipi di prodotto, i giorni migliori sono durante la parte centrale della settimana lavorativa.

9) Più grande è la lista, peggiori sono le email
Ogni persona ha il proprio budget e le proprie motivazioni d’acquisto, l’invio dello stesso messaggio a tutti è un’occasione sprecata.

10) E’ possibile inviare email tutti i giorni se loro se l’aspettano…
La frequenza è completamente dipendente all’aspettativa che il mittente ha impostato col destinatario, è meglio guadagnare e mantenere fiducia.

 

Vuoi un parere?
Non ti costa nulla.